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Nonno Tuccio Lena e Massaro Pietro ù vuccier raccontano le erbe magiche di San Giovanni (24 giugno 2007)Alfio Gloria Il giorno delle erbe e la notte delle stregheElisabetta e Zaccaria erano ormai avanti negli anni e non avevano ancora avuto figli. Avevano osservato tutti i precetti del Signore e Dio volle premiarli. Mandò loro l'Arcangelo Gabriele perchè annunciasse l'arrivo di un figlio. Il bimbo, il più grande dei profeti, nacque il 24 giugno e fu chiamato Giovanni. La nascita di San Giovanni Battista cade poco dopo il solstizio d'estate (21 giugno nell'emisfero boreale), il dì più lungo dell'anno. Questa circostanza ha nel tempo caricato questo giorno di significati magici legati al culto del sole, che influenza con particolare vigore tutte le erbe donandogli potere taumaturgico. La tradizione voleva che la notte tra il 23 e il 24, la notte di San Giovanni, si bruciassero le vecchie erbe per poi andare a raccoglierne di nuove il mattino seguente. Bisognava però prestare attenzione a portare appresso un mazzetto d'iperico, magari insieme a ruta, salvia, menta e artemisia. L'iperico o erba di San Giovanni o scacciadiavoli serviva ad allontanare le streghe che in quella notte (detta per questo anche notte delle streghe) si radunavano per accompagnare il lento sopravvento dell'oscurità sulla luce (che terminerà pochi giorni prima di Natale nel solstizio d'inverno). La motivazione sta nel fatto che sfregando i fiori gialli dell'iperico si ottiene una sostanza che colora di rosso le dita. Si diceva che quello fosse il sangue del Santo, e da qui il potere protettivo di questa pianta.
Locandina Alfio Gloria © Tutti i diritti riservati. Due simpatici vecchietti sotto i leccila Malva da ogni male ti salva Quale miglior periodo per cercare le erbe officinali? Quest'anno siamo stati alla masseria di Fragnito Piccolo sulla provinciale Ceglie Messapica - Ostuni proprio al confine tra i due territori. La masseria è una struttura recente ma funzionante e ha un piccolo boschetto di lecci dove si può stare al fresco anche in una mattinata d'estate. L'iniziativa è stata aperta verso le 10.00 dall'agronomo Felice Suma e dal presidente Pasquale Venerito che hanno sottolineato l'importanza di riscoprire le vecchie ricette "mediche" che i nostri nonni usavano per guarire loro e i propri animali. Si tratta di mantenere ancora in vita quel rapporto che ci lega al nostro passato e al nostro territorio. Inoltre l'uso indiscriminato di pesticidi sta lentamente distruggendo quel delicato equilibrio che ha impiegato milioni di anni a stabilirsi, e molte piante rischiano di scomparire. L'associazione ha per l'occasione allestito una piccola mostra delle erbe officinali con tanto di schede botaniche e informazioni utili sugli usi terapeutici. È seguita poi una breve escursione alla ricerca di specie più rare. All'ombra dei lecci c'erano nonno Tuccio e massaro Pietro ad attenderci. In due ne sanno una più d'Asclepio. Nonno Tuccio ci ha parlato di una guarigione miracolosa che ha avuto come protagonista un signore affetto da una grave forma di calvizie. Pietro ù vuccier invece ci ha dato buoni consigli sulle erbe da usare per la cura degli animali. La giornata è finita a tarallucci e vino, ma ci abbiamo aggiunto anche formaggio e miele, all'uso di Passoditerra.
Alla scoperta delle piante officinali Passoditerra © Tutti i diritti riservati.
Nonno Tuccio racconta le proprietà miracolose delle erbe. Passoditerra © Tutti i diritti riservati.
Il massaro Pietro sa come guarire gli animali in modo naturale Passoditerra © Tutti i diritti riservati.
Qualcuno degli intervenuti Passoditerra © Tutti i diritti riservati. |
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